La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) che consiste nella difficoltà a scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico. Il bambino disortografico presenta una difficoltà nell’applicare le regole di conversione dal suono alla parola scritta e quindi a riconoscere i suoni che compongono la parola, a individuare le regolarità o irregolarità ortografiche e a individuare il corretto ordine con cui questi elementi si compongono. È sempre molto importante sottolineare che i Disturbi specifici dell’ apprendimento (DSA) non sono malattie ma diversità neurobiologiche della quale la scienza si sta occupando ormai da tempo e sul quale si sono accumulate solide conoscenze ed efficaci modalità di intervento.
Il bambino disortografico è, infatti, un bambino che presenta un’intelligenza nella norma ma che compie una quantità di errori ortografici superiore a quella media dei bambini che frequentano la stessa classe scolare. Gli errori più frequenti che può commettere una bambino con disortografia sono classicamente classificati nel modo seguente:
a) errori fonologici: sono errori in cui non è rispettato il rapporto tra fonemi e grafemi; ne sono esempi lo scambio di grafemi (brina per prima, folpe per volpe); omissione e aggiunta di lettere e di sillabe (taolo per tavolo, tavolovo per tavolo); inversioni (li per il, bamlabo per bambola); grafema inesatto (pese per pesce, agi per aghi);
b) errori non fonologi: sono errori nella rappresentazione ortografica (visiva) delle parole senza commettere errori nel rapporto tra fonemi e grafemi (errori fonologici). Tra questi abbiamo le separazioni illegali (in sieme per insieme, l’avato per lavato); fusioni illegali (nonevero per non è vero, lacqua per l’acqua); scambio grafema omofono non omografo (squola per scuola, qucina per cucina);
c) Altri errori; ad esempio omissione e aggiunta di accenti (perche per perché); omissione e aggiunta di doppia (pala per palla).
Quando un’insegnante o un genitore si accorge di queste difficoltà nel bambino è importante segnalarlo rivolgendosi a degli specialisti. Una diagnosi precoce è fondamentale in quanto solo attraverso un intervento precoce è possibile ottenere fattivi miglioramenti. La diagnosi permette di evitare errori di valutazione che possono generare sensi di colpa nel bambino (‘Non sono in grado di fare le cose che fanno i miei compagni’ ‘Non sono capace’) e determinare sofferenza e frustrazione; e permette, inoltre, di mettere in atto aiuti specifici quali strumenti compensative, misure dispensative e interventi abilitativi. In questi casi, la guida e il supporto di un’equipe multidisciplinare (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista) è indispensabile.
