La dislessia fa parte (insieme alla disortografia, disgrafia e discalculia) di una categoria più ampia di disturbi che va sotto il nome di Disturbi Specifici dell’Apprendimento, espressione con la quale ci si riferisce ai disturbi delle abilità scolastiche. È fondamentale sottolineare che i disturbi specifici dell’apprendimento, sono disturbi neurobiologici che riguardano solo specifiche aree di apprendimento: nel caso della dislessia l’area compromessa è quella della lettura.Ciò significa che il bambino dislessico non presenterà disturbi dell’intelligenza (che è nella norma o addirittura superiore), né disturbi sensoriali o neurologici. La dislessia si manifesta con una lettura scorretta e/o lenta. Gli errori più frequenti che il bambino può compiere nella lettura e nella scrittura consistono nell’inversione di lettere e di numeri (es. 31 – 13) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). Tali difficoltà possono, a lungo termine, avere un impatto negativo molto forte per il bambino, minando il suo adattamento scolastico e determinando problemi emotivi, che non fanno altro che aggravare le sue difficoltà. Tuttavia è proprio attraverso tali difficoltà che gli insegnanti possono e devono precocemente riconoscere i bambini dislessici e promuovere interventi adeguati. La diagnosi generalmente viene posta alla fine del II anno della scuola primaria e dev’essere effettuata da un equipe multidisciplinare composta da neuropsichiatria infantile, psicologo e logopedista, a seguito della quale viene redatto il progetto riabilitativo che deve adattarsi alle esigenze e alle necessità del piccolo paziente.La diagnosi deve essere protocollata dalla scuola e inserita nel fascicolo personale dell’alunno per procedere, entro il primo trimestre dell’anno scolastico, alla stesura del Piano Didattico Personalizzato. Fortunatamente, a favore dei bambini che presentano un disturbo specifico dell’apprendimento, vi è la legge 170 dell’8 ottobre 2010, la quale garantisce che nel contesto scolastico, venga tenuto conto delle caratteristiche soggettive degli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendimento, adeguatamente certificati, garantendo loro il diritto all’istruzione e l’applicazione degli strumenti compensativi per tutelare tale diritto.
In definitiva, è molto importante sottolineare che la dislessia non è una malattia ma un disturbo dell’apprendimento: i dislessici hanno un diverso modo di imparare ma imparano bene e comunque!
È fondamentale però che la diagnosi venga fatta tempestivamente al fine di mettere in atto interventi adeguati che non facciano sentire il bambino diverso o penalizzato rispetto agli altri compagni ma semplicemente con un differente modo di apprendere.
Per garantire tutto questo al bambino e assicurargli un intervento efficace e vantaggioso è necessaria una proficua e fattiva collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti.
