La Disgrafia è un disturbo che riguarda le componenti motorie della scrittura. Può manifestarsi con diversi gradi di severità che vanno da una grafia irregolare a una addirittura non decifrabile. Di solito diventa evidente quando la scrittura inizia la sua fase di personalizzazione, indicativamente intorno alla terza elementare. In genere il problema della scrittura disorganizzata viene sollevato dagli insegnanti della scuola primaria che lamentano la difficoltà di seguire il bambino nel suo disordine.
Nella disgrafia il problema può riguardare vari livelli:
- Postura del corpo Spesso i bambini disgrafici assumono una postura scorretta durante i compiti, oppure iniziano nella posizione corretta e tendono a modificarla in corso d’opera. Si osserva per esempio la tendenza ad inclinarsi molto sul tavolo, ad eseguire movimenti scorretti e poco fluidi del braccio, o a giocherellare con l’altra mano invece di tener fermo il foglio.
- Impugnatura della penna in generale viene considerata ottimale un’impugnatura a tre dita: pollice, l’indice e il medio sostengono la penna ed eseguono i movimenti necessari per scrivere, mentre l’anulare e il mignolo danno stabilità alla mano. Ovviamente non è detto che altri tipi di impugnatura producano una scrittura disgrafica, ma spesso i bambini disgrafici presentano una prensione statica, che implica un movimento innaturale del polso, del braccio, e della spalla.
- Orientamento nello spazio grafico Nelle scritture disgrafiche si osserva spesso il mancato rispetto dei margini del foglio, una scrittura fluttuante sul rigo e un alterato spazio tra i grafemi.
- Pressione sul foglio I bambini disgrafici manifestano spesso paratonia, cioè un’alterazione in eccesso o in difetto del tono muscolare
- Dimensioni dei grafemi Le dimensioni delle lettere maiuscole e minuscole non vengono rispettate, oppure vengono riprodotte alternando micro-dimensioni (scrittura molto piccola) a macrodimensioni (scrittura molto grande).
- Unione dei grafemi Le difficoltà posturali e relative all’impugnatura della penna possono comportare un inefficace scorrimento del braccio da sinistra verso destra, con il risultato che le lettere si accavallino.
- Velocità grafica Il bambino disgrafico spesso scrive con una velocità eccessiva o con eccessiva lentezza, pertanto il movimento della mano risulta poco fluido e armonico.
Purtroppo è frequente che la disgrafia venga sottovalutata o non individuata precocemente. Questo ritardo può minare l’autostima del bambino e acuire la mancanza di fiducia in sé stesso determinando un profondo disagio psicologico. La disgrafia pone il bambino di fronte alla certezza della propria incompetenza, poiché è l’aspetto più visibile del suo apprendimento – la scrittura, la grafia – è seriamente compresso. Il suo quaderno è “pasticciato”, disordinato, pieno di correzioni in cui si susseguono una serie di parole incomprensibili.
Agire precocemente costituisce l’arma vincente. Una diagnosi precoce seguita da interventi adeguati svolti dagli specialisti assicura di norma buone possibilità di recupero.
Il CeDSA attiva interventi specialistici volti alla ri-abilitazione delle scritture disgrafiche tra cui:
• esercizi per il rilassamento muscolare e la motricità in generale;
• interventi sulla postura, sulla tenuta dello strumento scrittorio e sulla respirazione;
• lavoro sulle strutture ritmiche, sull’organizzazione e sull’orientamento spaziale.
